L’Avaro – intervista a Pietro De Pascalis

L’Avaro – intervista a Pietro De Pascalis

Lo spettacolo è nato da un’idea del protagonista Pietro De Pascalis, il quale ha pensato che il testo di Molière fosse funzionale a quella che è la compagnia storica. Di qui il lavoro in sinergia con la regista Valeria Cavalli per l’adattamento del testo, sebbene egli sostenga che il drammaturgo sia moderno e attuale.
Il lavoro è ispirato anche a L’Improvvisazione di Versailles, in cui Molière è il protagonista e uno degli attori, come fa De Pascalis, dove l’espediente del metateatro entra in scena e coinvolge il pubblico in modo spontaneo. Verso la fine dello spettacolo c’è un momento d’improvvisazione in cui De Pascalis e Robbiano (l’imbonitore) scendono nella platea e interagiscono direttamente col pubblico.
Si potrebbe pensare che il personaggio di De Pascalis subisca un isolamento a causa del ruolo interpretato ma egli sostiene che la forte unione che lega la compagnia renda tutto un gioco, uno scherzo, che il pubblico comprende e di cui si inebria.
Gli attori recitano, interpretano alcuni ruoli e ne vestono altri ma assistono anche come se fossero parte del pubblico; tutto questo contribuisce a rendere la scena ancora più dinamica e partecipativa.
Infine la magia della scena è resa tale grazie ai costumi di Anna Bertolotti, fedeli al clima francese dell’epoca, e alle musiche di Gipo Gurrado eseguite dalla Nema Problema Orkestar, di ispirazione balcanica: come lo definisce de Pascalis, uno spettacolo di comunità.

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