Teste tonde e teste a punta. Ovvero ricco e ricco van d’accordo

Teste_tonde_e_teste_a_punta_1

Teste tonde e teste a punta. Ovvero ricco e ricco van d’accordo

Buon compleanno signor Bertolt Brecht! A otto giorni dall’anniversario della nascita del drammaturgo tedesco, il 10 febbraio 1898, la compagnia Comteatro, per la regia di Claudio Orlandini, debutta al Teatro Leonardo con lo spettacolo Teste tonde e teste a punta. Ovvero ricco e ricco van d’accordo. In scena fino al 28 febbraio, l’opera, poco conosciuta e raramente rappresentata, ma brechtiana fino al midollo, è stata scritta tra il 1931 e il 1934, all’apparire delle prime leggi razziali, durante l’esilio di Brecht dalla Germania di Hitler. Il carattere anticipatore e fortemente ironico del testo lo rendono una commedia di grande attualità e modernità, che ben si sposa con l’inarrestabile crisi che stiamo attraversando oggi.

Teste_tonde_e_teste_a_punta_1

Quello di Orlandini è uno spettacolo sulla necessità di uguaglianza, sul bisogno di cambiare rotta, sull’esigenza di una Giustizia che veda oltre le differenze tra individui: in una scena surreale e scarna, in costante penombra, si aggirano tristi pagliacci, un’umanità amareggiata alle prese con un’esistenza sempre più in declino. In questo circo decadente, gli energici attori Carola Boschetti, Cinzia Brogliato, Antonio Brugnano, Laura Laterza e Claudio Orlandini, attraverso il pungente umorismo di Brecht, puntano il dito sulle differenze che separano l’umanità, da quelle di razza a quelle di classe sociale. Questi temi traggono forza e spessore tanto dalla finzione scenica quanto dalla Storia, facendo scivolare così, a poco a poco, la commedia in una dimensione farsesca e, a tratti, grottesca.
Le vicende delle teste tonde si intrecciano con la vita delle teste a punta, le storie dei ricchi si incrociano con le disgrazie dei poveri e il tutto, insieme, racconta di come, inevitabilmente e senza rimedio, l’una si approfitti dell’altra, prevaricandola e distruggendone ogni possibilità di successo. In questa lotta continua per l’affermazione della propria diversità, unica variante giusta e degna di giustizia, si dipinge un mondo meschino e corrotto, che deve vedersela con i potenti, sempre alla ricerca di un capro espiatorio su cui addossare tutte le colpe, con la Chiesa, prodiga di generosi aiuti ma solo con chi può pagarli, e con la Giustizia, modello di imparzialità e disonestà per eccellenza. Ma forse questo mondo può ancora essere salvato.
L’interpretazione brillante e dinamica degli attori, che con straordinaria rapidità cambiano ruoli e costumi a vista a lato della scena, coinvolge e cattura lo spettatore, che non può fare a meno di patteggiare per i più deboli e sperare fino alla fine nella realizzazione di un destino a loro favorevole.
L’intelligente regia di Claudio Orlandini e la padronanza scenica della compagnia Comteatro hanno saputo dare modernità al testo, pur mantenendo intatti i suoi elementi tipicamente brechtiani e la sua dimensione ironica e divertente, e rendendo, a sessant’anni dalla scomparsa, un decoroso omaggio a Brecht, pilastro indiscusso della Storia del Teatro.

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.

X