I Demoni/Teatro De Gli Incamminati

Il Fu Mattia Pascal
l’uomo che visse due volte

di Luigi Pirandello – drammaturgia di Alberto Oliva e Mino Manni – regia di Alberto Oliva – con Mino Manni, Marco Balbi, Letizia Bravi, Gianna Coletti, Alessandro Castellucci – scenografia e costumi Maria Paola di Francesco – assistenti alla regia Cristina Garavaglia e Michela Tosi – Un ringraziamento particolare a Fabrizio Montecchi – Teatro Giocovita – produzione I Demoni/Teatro De Gli Incamminati

Prima nazionale

Dopo il successo della scorsa stagione, torna in scena il grande romanzo sulla crisi dell’io, in cui Pirandello mette in campo il desiderio di cambiare identità, di avere una seconda possibilità dalla vita, che ci consenta di cancellare tutto il passato e ricominciare da zero una nuova esistenza. È il sogno di azzerare la memoria e ripartire, più leggeri e liberi dal fardello di quello che è accaduto prima, ma forti di una coscienza di vita, che ci consenta di non commettere più gli stessi errori. Il mondo di cui Mattia Pascal è prigioniero è un mondo di ombre, marionette nere che si agitano contro un fondale bianco come le apparizioni spettrali del Mito della caverna di Platone. Il magico ed evocativo linguaggio del teatro delle ombre nel suo dialogo con gli attori in carne ed ossa ci aiuterà a dare vita a tutte le illusioni di Mattia – Adriano nella sua vana ricerca di una nuova vita.  “Siamo io e l’ombra mia qua sulla Terra e me la sono portata a spasso quest’ombra di qua di là, continuamente”. Così l’ormai esausto Adriano Meis racconta la sua vita, descrivendo la sua solitudine e l’evanescenza della sua identità. E continua, guardandosi riflesso su un muro bianco come in uno specchio che gli mostri il suo lato oscuro: “Chi è più ombra di noi due? Io o lei? Due ombre! E ciascuno può passarci sopra: schiacciarmi la testa, schiacciarmi il cuore: e io, zitto; l’ombra, zitta. L’ombra d’un morto: ecco la mia vita… Ecco quello che resta di Mattia Pascal, morto alla Stìa: la mia ombra. Ma ha un cuore, quell’ombra, e non può amare; ha una testa, ma è la testa di un’ombra, e non l’ombra d’una testa”. In scena c’è un grande cilindro di seta bianca, capace di catturare le ombre e le luci come una lanterna magica, attraverso cui si possono costruire mondi immaginari e provare a viverci dentro, cullandosi nell’illusione che quella sia la vita vera. Tra lanternini, sedute spiritiche “di poco spirito”, bizzarre teorie filosofiche e strani incontri, Mattia conosce l’amore e cerca di dare concretezza alla sua nuova identità.
Oggi, nel linguaggio delle nuove tecnologie, si direbbe “resettare il sistema”. Sono proprio le nuove tecnologie ad averci dato l’illusione di poter vivere una vita diversa da quella che stiamo realmente vivendo. Le piattaforme social come Facebook e Instagram sono invase dai cosiddetti “profili fake”, ovvero identità inesistenti dietro cui si celano persone molto diverse dall’immagine virtuale che vogliono dare di sé stesse.

Teatro Litta
venerdì 15 novembre ore 10:30
martedì 19 novembre ore 10:30
giovedì 21, venerdì 22 novembre, ore 10:30
Età consigliata: 14-19 anni
Durata: 1 ora e 30 min
Biglietti studenti matinée: Intero 10€
Date serali: dal 14 al 22 novembre
da martedì a sabato ore 20:30 – domenica ore 16:30
Biglietti studenti serale: Intero 12€

Per prenotazione da parte di insegnanti, compilare i seguenti campi:

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