Socialmente

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Benvenuti a Zombieland! No, non si tratta di un nuovo parco-divertimenti a tema horror, e neanche di un nuovo telefilm con i morti viventi che se ne vanno in giro per le città a terrorizzare la gente. Si tratta, invece, di Claudia Marsicano e Francesco Alberici, che con Socialmente ci accompagnano in un viaggio nello spaventoso mondo dei Social Network. Ma niente paura! Gli attori non mordono!

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Interpreti e registi dello spettacolo, Marsicano e Alberici costruiscono, attraverso un incalzante susseguirsi di episodi, una galleria di variopinti quadri multi-tematici, che hanno come punto in comune la relazione dell’individuo con i Social.
Un grande frigorifero blu, icona evidentemente rappresentativa di Facebook (e dei Social in generale), impone la sua presenza fisica alla scena e va ad acquisire una dimensione che va oltre il suo essere ordinariamente contenitore per i cibi: è un luogo, uno spazio vitale in cui ognuno può nascondersi, trovare un riparo da sé stessi, per poi uscirne trasformati, cambiati, più simile a come gli altri ci vorrebbero che a come siamo veramente.
L’identità si annulla e le cose che sono davvero importanti nella vita di ciascun individuo cominciano a perdere gran parte del loro valore. L’apparenza è tutto ciò che conta davvero: non è rilevante quello che realmente fai in una giornata o come ti senti realmente nei confronti di qualcuno o di una situazione in particolare, l’importante è ciò che gli altri credono tu stia facendo o quali credano essere i sentimenti che stai provando. La vita fittizia che si viene a creare attraverso portali come Facebook, Instagram etc., risulta alla fine ciò che di più caro si ha al mondo, più caro anche di sé stessi.
Con ironia e sarcasmo i due attori affrontano tutto questo e portano sul palcoscenico della sala La Cavallerizza una graffiante panoramica sull’umanità che ci circonda: un’umanità a cui piace avere tanti “amici” virtuali, ma pochi sui quali poter contare veramente; un’umanità che si lamenta, si arrabbia, ha un’opinione su tutto e su tutti, ma che, in realtà, nella vita di tutti i giorni non ha un’idea precisa su niente; un’umanità, fredda e distaccata, su cui sembra trionfare l’indifferenza, ma sempre alla disperata ricerca di provare dei sentimenti autentici.
La Marsicano e Alberici, due zombie catatonici seduti in apatia davanti alla tv, attraverso lo scambio di irriverenti dialoghi lenti e mono-tono, si fanno portavoce della dilagante e preoccupante incomunicabilità tra individui e dell’assoluta, o quasi, incapacità di riconoscere e, quindi, provare ognuno le proprie emozioni.
In un mondo sempre più comunicativo, o “comuni-cattivo”, la diffusione e la trasmissione di notizie, che siano vere o false, di grande rilevanza internazionale o meno, avvengono in modo fin troppo facile e veloce; l’individuo perde così i parametri di riferimento che gli permettono di valutare e di scegliere cosa gli interessa e cosa no, di aprirsi agli altri e a ciò che succede attorno lui, e finisce per trovare poi rifugio in un sempre più diffuso e distruttivo egocentrismo.
Sembra l’Apocalisse! Ma, come per tutte le cose, la via più saggia è la moderazione e viene quasi naturale alla fine lasciarsi coinvolgere dalla splendida voce di Mina e cantare insieme a Francesco Alberici Oggi sono io , affermando così il trionfo dell’individuo e della sua vera identità.

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