Premio Scenario 2015

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Premio Scenario 2015

La nuova Generazione Scenario 2015 approda al Teatro Litta con i suoi quattro spettacoli per la prima volta sul palcoscenico milanese in forma compiuta.
L’Associazione Scenario nasce nel 1987 per soddisfare la necessità di divulgare le esperienze di nuova drammaturgia, portate avanti da giovani artisti di teatro e dare dei fondamenti solidi per la vitalità e sviluppo della cultura teatrale italiana.
Iniziativa nazionale con scadenza biennale gestita dall’Associazione Scenario, il Premio Scenario è arrivato oggi alla sua quindicesima edizione e può vantare, oltre al nobile scopo di valorizzare nuove idee, progetti e visioni di teatro, una stretta interconnessione con il Premio Ustica per il Teatro, nato dalla collaborazione tra l’Associazione Scenario, appunto, e l’Associazione dei Parenti e delle Vittime della Strage di Ustica. Selezionando progetti originali e inediti destinati alla scena, entrambi i Premi sono rivolti ad artisti emergenti, gruppi di recente formazione e gruppi che hanno intrapreso un nuovo percorso di ricerca.
Questi gli spettacoli in scena al Teatro Litta il 28 e il 29 novembre.

PISCI ‘E PARANZA (segnalazione speciale Premio Scenario 2015)
Un luogo di transito, un limbo di esistenze, un acquario in cui sostano, senza sapere dove andare, cinque figure, cinque emarginati. È un luogo di incontro e di scontro quello di Mario Masi, regista dello spettacolo, un luogo tra il reale e il surreale in cui i personaggi si raccontano, si confrontano attraverso una testualità al limite dell’assurdo e una recitazione sovraccarica. Feroce e ironico, Pisci ‘e paranza, è un multiculturale assortimento di disagi, arricchito e rafforzato dalla poesia del dialetto napoletano.

HOMOLOGIA (segnalazione speciale Premio Scenario 2015)
L’iperrealismo portato all’estremo di Homologia, spettacolo di DispensaBarzotti, ci dà l’occasione di rimanere incantati, affascinati dalla sua atmosfera magica e surreale.
Si tratta della trasfigurazione onirica della solitudine di un vecchio, alle prese con la monotonia di una vita scandita tra televisione e poltrona, che all’improvviso si interrompe e percorre strade del tutto inaspettate, quasi magiche. Per raccontare l’isolamento e l’abbandono di un uomo, DispensaBarzotti si serve della tradizione, del teatro di figura per approdare a un linguaggio diverso, toccante, una via contemporanea a un teatro di Silenzio.

GIANNI (vincitore Premio Scenario per Ustica 2015)
ISPIRATO ALLA VOCE DI GIANNI PAMPANINI
Caroline Baglioni racconta in un intimo e toccante monologo la storia di una vita tormentata e spezzata, la vita di Gianni. Forse, però, non si tratta solo del racconto dell’esistenza di Gianni Pampanini, forse, in fondo, si tratta anche della vita di noi tutti, dell’uomo di oggi, diviso tra quotidianità e politica. E forse, non si tratta neanche di un monologo assoluto, perché nel buio della sala la voce di Gianni ispira una partitura fisica e coreografica, che oltre a essere scenica è anche esistenziale. Il dramma intimo e biografico di Caroline Baglioni diventa, attraverso la sua personalissima prospettiva, anche il nostro dramma, coinvolgendoci in una vicenda di follia e suicidio.

MAD IN EUROPE (vincitore Premio Scenario 2015)
Scritto e interpretato da Angela Dematté, Mad in Europe è uno spettacolo che racchiude in sé una potente forma linguistica, capace, attraverso la sua particolarità, di raccontare la solitudine di una donna alla deriva in un mondo sempre più comunicativo. Interprete al Parlamento Europeo, la protagonista ha da sempre a che fare con lingue, culture e prospettive diverse fra loro; è abituata a gestirle, a capirle e farle sue. Forse troppo. La sua è ormai diventata una lingua multiforme, una lingua fra il grammelot e l’esperanto, una lingua che si fa specchio di una crisi interiore, fra maternità, religione e ruolo sociale. L’impossibilità di ricordare poi la propria lingua madre accentua il disagio e il tormento della donna, che diventa metafora non solo della crisi individuale, che ci riguarda da vicino, ma anche della crisi collettiva scatenata dalla minaccia del fallimento dell’utopia Europea.

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