Otello

Otello

All’urlo di «Io non sono quello che sono», torna al Teatro Litta, dopo lo straordinario successo dello scorso anno di Amleto, Corrado d’Elia e il suo famoso Otello.

Spettacolo storico della compagnia del Teatro Libero, in scena fino al 15 novembre un sorprendente cast: Corrado d’Elia, Alessandro Castellucci, Chiara Salvucci, Gianni Quillico, Giulia Bacchetta, Marco Brambilla, Giovanni Carretti, Anna Mazza, Marco Rodio.

Confermando il suo amore per Shakespeare, d’Elia porta sul palcoscenico un Otello dark, capace di essere vicino allo spettatore per linguaggio e immagini, senza tradire la bellezza e la forza del testo originale. Una rappresentazione carnale, viscerale, che fornisce una perfetta rappresentazione delle pulsioni umane attraverso un forte e grande impatto emotivo.

Una scenografia minimalista, per non dire assente, semplice ed essenziale, che rispecchia l’atmosfera nera e cupa del dramma scespiriano. Solo un trono, sul palco, affilato come una spada, un trono a dondolo, che mira, forse, a concretizzare in un’immagine la precarietà del potere, sempre in bilico, mai in stabile e confortante equilibrio.

I sentimenti sono i veri protagonisti della scena: invidia, gelosia, amore, passione, rabbia, sospetto si succedono in un turbine emotivo che non lascia scampo ai personaggi né al pubblico. Sono emozioni bagnate, umide, sono quelle sensazioni che, come l’acqua, una volta addosso ti si appiccicano ai vestiti, alla pelle, e non se ne vanno più.

Una nicchia sul fondo incornicia il viaggio onirico di Iago e Otello, sospesi tra incubo e realtà, tra ombra e luce, il tutto cadenzato da improvvisi e febbrili risvegli: labile è il confine tra bene e male, tra onesto e disonesto, e non è difficile, a un certo punto, scoprirsi a fare il tifo per Iago, l’Onesto Iago, l’incompreso, colui che non sarà mai accettato per quello che è, ma solo per come appare. L’ironia che d’Elia enfatizza nel personaggio di Iago è disarmante, ci piace, nonostante i funesti scopi per cui se ne serve: ci permette di sorridere e di ridere di alcuni personaggi, alleggerendo drasticamente la pesantezza dell’ombra della morte che sta per calare sui personaggi.

otello-2I sussurri pericolosi di Iago mettono l’accento sull’assoluta mancanza di comunicazione che si insinua tra i personaggi scespiriani, e rendono, pertanto, il testo più contemporaneo che mai: del resto, cosa c’è di più attuale di un uomo che, accecato e reso sordo dai suoi sentimenti “bagnati”, compie il più brutale e violento dei gesti?

Nell’Otello di d’Elia non c’è spazio per l’amore: tutto corrode e logora ogni certezza.

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