Moltiplicatore

MOLTIPLICATORE

Moltiplicatore

Chi siamo? Dove stiamo andando? E ciò che siamo, ci soddisfa? Alberto Baraghini, per l’ultimo appuntamento della linea Apache, si fa portavoce, con lo spettacolo Moltiplicatore, di quelle domande che da sempre sconvolgono il sentire e l’essere umano. In scena dal 9 al 12 giugno un’esperienza performativa coraggiosa e seducente, che non solo vede sul palcoscenico della sala La Cavallerizza la bravura attoriale di Alberto Baraghini, ma che mette in gioco anche tutti i talenti che stanno dietro il singolo attore. Così, in un tripudio di menti brillanti, tre registi e tre autori creano tre importanti monologhi, interrogandosi, ognuno secondo il proprio stile e la propria sensibilità, sul concetto d’identità oggi. Al centro di tutto, quindi, c’è l’uomo e la percezione della propria esistenza in relazione a sé stesso e agli altri.
In un momento storico in cui ciò che conta è l’appartenenza a una collettività, l’identificazione in una categoria precisa, più che l’affermazione della propria individualità, la bellezza di essere diversi, importante e audace diventa l’operazione di Baraghini e delle sue tre coppie di autori e registi.
Matteo Salimbeni e Simona Rinaldo, Eugenio Alberti Schatz e Rajeev Badhan, Margarita Egorova e Fulvio Vanacore, scrivono e dirigono tre monologhi per raccontare il disagio di uno stare al mondo, di un essere nel mondo sempre più legato all’apparire, allo sguardo degli altri, ai beni materiali di cui possiamo circondarci e che danno sempre più significato alla nostra esistenza.
La scena è spoglia. Nulla può preparare lo spettatore a ciò che vedrà in scena tra qualche minuto, ma si può già supporre che tutto verrà affidato alle parole e alla presenza scenica di Alberto Baraghini. Un video ci catapulta improvvisamente in quella dimensione Social Addicted, a cui oggi tutti, volenti o nolenti, apparteniamo e che sancisce spesso la nostra identità o che, per lo meno, definisce come vorremmo che gli altri ci vedessero. Dal video alla realtà il passo è breve e, così, Mister Social Alberto Baraghini si materializza di fronte a noi, pubblico smanioso di apprendere, pronto ad assorbire qualunque sacra verità, per insegnarci, nello stile del più illuminante tutorial, come costruire un “fratello fai da te”. Paradossale e ironico, assurdo e sarcastico, tra risate e profonde riflessioni, lo spettatore è coinvolto e stupito, immaginando un futuro che non appare poi così lontano.
Dall’Io che si costruisce un alter ego su misura, che lo aiuti a definirsi, all’Io che trova la propria autoaffermazione e soddisfazione personale nella continua ricerca di conquiste sociali e lavorative, in quell’escalation al Potere, che fa del Marketing e dei Soldi il proprio Dio. Un monologo dal ritmo frenetico e delirante, che racconta la fine di un sentire umano e l’inizio di volere smanioso e materiale.
Con straordinaria delicatezza e sensibilità ci si presenta la terza identità, perfetta conclusione di una riflessione che lascia il segno. La fatica e l’imbarazzo di un essere nel mondo che non riesce a stare all’interno dei limiti e dei confini che la Società o, ancora più grave, la famiglia gli impongono; la vergogna di essere “sbagliato” e di non saper essere “giusto”; la disperazione della consapevolezza di non essere accettato da coloro che dovrebbero amarti incondizionatamente.
Moltiplicatore è tutto questo, e molto di più: uno squarcio profondo sul nostro sentire più intimo; uno spaccato agghiacciante, ma ironico, sulla contemporaneità che ci circonda; una fotografia in bianco e nero che con nostalgia ci ricorda la bellezza delle cose semplici.

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