Modì – L’ultimo inverno di Amedeo Modigliani

Modì – L’ultimo inverno di Amedeo Modigliani

Spettacolo, musical, concerto, Modì – L’ultimo inverno di Amedeo Modigliani è tutto questo! In scena dal 14 al 17 aprile al MTM Teatro Leonardo una nuova forma teatrale, scritta e diretta dal poliedrico Gipo Gurrado, che racconta la vita di un uomo e la sua tragica fine tra miseria e povertà.

Primi anni del ‘900. Montparnasse. Amedeo Modigliani, pittore dall’anima sensibile, vi si trasferisce da Livorno e tra cafè, ristrettezze, alcool e dissolutezze diventa ben presto una delle figure centrali di quel gruppo di artisti e poeti che diedero vita al movimento Bohème a Parigi.

L’eleganza del disegno lineare, i volti femminili dall’ovale marcato, i lunghi colli affusolati, i grandi occhi a mandorla e la ricchezza vivida dei colori, tutto questo è Modigliani, la cui storia, tra fragile sensibilità e misteriosa bellezza, non può non affascinare.

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È dai colori che ha inizio lo spettacolo. È dai colori che comincia il viaggio malinconico alla scoperta degli ultimi anni di vita del pittore livornese. È dai colori che prendono vita le partiture musicali di Gipo Gurrado: alle chitarre e al contrabbasso lo stesso regista e autore, Gipo Gurrado, al pianoforte Mell Morcone, al violoncello Saverio Gliozzi, alla batteria Mauro Sansone, un accompagnamento dolce e piacevole che diventa non solo protagonista, insieme ai personaggi, di questa tragica vicenda, ma si fa anche voce di delicati sentimenti e di uno sguardo sul mondo intenso e istintivo.
Sempre alla ricerca di un riconoscimento artistico che non arrivò mai mentre lui era in vita, Amedeo Modigliani morì a 35 anni, lasciando una moglie incinta, che si suicidò poco dopo, e una bimba di quasi due anni. La vita dissoluta, tra alcool e droghe, e la tubercolosi segnarono presto il suo destino, che non volle neanche dargli le gioie di un piccolo successo artistico: nel 1918, infatti, la sua mostra personale organizzata da Leopold Zborowski, durò solo pochi giorni, censurata e chiusa per oscenità. Il riscatto e il successo furono solo postume, sancendo Modigliani come uno dei più grandi artisti del Novecento. Una magra consolazione, certo, ma che ha dato a noi la possibilità di apprezzare e fare nostra la grande sensibilità artistica del pittore.
La struggente vicenda a cui si assiste, messa in scena dalla compagnia Odemà/Tiktalik, non è solo quadro biografico di un individuo, ma si viene anche a qualificare come un’evocazione, senza forzature e abbellimenti, di quella magica e affascinante realtà che era la Belle Epoque. Così, figure d’altri tempi popolano, insieme a Modigliani, il palcoscenico del Teatro Leonardo, regalandoci uno scorcio fuori dal tempo di quella Parigi, che è diventata luogo unico e senza eguali della Storia dell’Arte.

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