L’amica degli uomini importanti (Vinzenz)

L’amica degli uomini importanti (Vinzenz)

Al Teatro Litta un tripudio di vanità! L’amica degli uomini importanti (Vinzenz), spettacolo tratto dalla commedia in tre atti di Robert Musil, va in scena dal 16 febbraio al 6 marzo nella storica sala di corso Magenta. Non preoccupatevi, nessuno si è montato la testa, ma, anzi, con molta umiltà e coraggio, il regista Antonio Syxty e i suoi brillanti attori hanno saputo portare in scena, con un ottimo risultato, un testo bello e complesso, di non facile realizzazione, ma, proprio per questo, incredibilmente affascinante.
La storia è semplice, anche se articolata. ph-rognonir-9538_ok-k9lg-u43150932508997o1g-1224x916corriere-web-milano_MASTER-593x443Nella suggestiva cornice scenografica di Guido Buganza, in cui si assapora una squisita ed estrosa atmosfera anni ’20, Caterina Bajetta (Alfa), Gaetano Callegaro (Apuleius-Halm), Pietro De Pascalis (Bärli), Guglielmo Menconi (Vinzenz) e Debora Virello (L’amica) ci raccontano la storia tragicomica e, a tratti, farsesca di una donna, capace di sfruttare al meglio le proprie qualità e i suoi mille talenti per ottenere tutto ciò che ha sempre voluto. Ci riuscirà?
La donna in questione è Alfa, intraprendente e passionale, intelligente e arguta, che è riuscita a creare attorno a sé un consistente manipolo di uomini importanti e facoltosi, da cui attingere per favori, desideri e voluttà. Alfa, una frizzante Caterina Bajetta, è un rompicapo, un enigma. Gran parte del suo successo con gli uomini è dovuto al fatto che non espone mai se stessa, che non mostra mai la sua vera natura; e, allora, anche noi spettatori, come il resto dei personaggi, dobbiamo sforzarci di comprendere questo suo mistero, che inevitabilmente ci conquista e ipnotizza. Alfa è, di certo, un’abile burattinaia, con lo straordinario talento di saper gestire e manovrare tutti a suo piacimento e secondo le proprie ambizioni. Pronto a liberarsi, anche se a fatica e non senza aiuto, da questa sottomissione è il suo amante, Bärli, un ricco commerciante, che, pur di svincolarsi da questa sua passione per Alfa, allestisce un finto omicidio-suicidio, che, con tutta la raffinata ironia della farsa, ci lascia un amaro sorriso stampato sulla faccia.
Tra amori, tradimenti, menzogne e passioni, attraverso dialoghi acuti e brillanti, nonché pregni di grande intelligenza e cultura, ad accompagnare le vanità di Alfa c’è Vinzenz. Eccentrico e geniale, Vinzenz è più di un maggiordomo, più di un amico d’infanzia, più di un amante. Egli è Alfa. Due anime identiche che si attraggono e respingono al tempo stesso; due talenti ambiziosi, pronti a tutto pur di arrivare in cima; due intelligenze la cui unica differenza sta nell’apparenza, nell’essere una donna e l’altro uomo, ma entrambe sorrette da un tale consolidato, teatrale egocentrismo, da rendere la realtà stessa una farsa. I confini tra ciò che è vita vera e ciò che è solo commedia si sgretolano piano piano, dandoci la straordinaria possibilità di trovarci confusi, perplessi: è la nostra esistenza ad essere Teatro e finzione? O è il Teatro a copiare, imitare la nostra realtà?
Che sia realtà o finzione, a ogni spettatore il compito di rispondere; di sicuro si sa che andare a Teatro è bello, soprattutto se in scena c’è uno spettacolo ben riuscito e originale come questo.

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