febbraio, 2020

20febTutto il giorno23DRAGPENNYOPERANina’s Drag QueensTeatro Leonardo, via Andrea Maria Ampère, 1Event Type :Stagione 2019-2020Acquista qui

Dettagli

drammaturgia Lorenzo Piccolo – regia Sax Nicosia – con Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò – coreografie Alessio Calciolari – costumi Gianluca Falaschi – scene Nathalie Deana – musiche originali Diego Mingolla – artwork Donato Milkyeyes Sansone – parrucche Mario Audello – disegno luci Luna Mariotti – assistenza ai costumi Rosa Mariotti – assistenza alla regia Mila Casali – produzione Aparte Società Cooperativa – grazie a la Corte Ospitale – Progetto Residenze, ATIR-Teatro Ringhiera – con il contributo di Fondazione Cariplo – nell’ambito del progetto fUNDER35 – spettacolo selezionato da NEXT – produzione Nina’s Drag Queens

“Proprio qui, alla fine del mondo,
approda la nostra barchetta, in un giorno vagabondo.
È il paese dei desideri: sogni, mostri, sconosciuti piaceri.
Ma attenti, attenti: è un paese di delizie che hanno i denti.
Perché, chi non lo sa
con quali zanne mangia l’umanità?”

È l’alba. Nel cortile di un carcere, sotto il patibolo, un plotone di vedove attende l’esecuzione del bandito Macheath. Sono le donne della sua vita: Polly, Peachum, Jenny, Lucy, Tigra. Saranno loro a dare vita a questa storia: una storia di amore, morte, sesso e soldi, sullo sfondo di una città corrotta. Sono donne che tradiscono, che lottano, donne che si usano a vicenda. Cuori neri dalla nascita o anneriti dalla vita, che pulsano vitali in uno scenario desolato. Macheath è l’unico uomo, il bandito, l’eterno assente, e suscita in questi cuori neri sentimenti assoluti. Amato, odiato, agognato, e infine spolpato fino all’osso.
La composizione di questo spettacolo si ispira a “The Beggar’s Opera” di John Gay, commedia musicale scritta nel 1728, in cui l’autore miscelava la musica colta e la canzone da osteria, la presa in giro del “gran teatro”, la satira più nera, e adattava canzoni già note al pubblico, fossero ballate o arie d’opera. Allo stesso modo, il linguaggio teatrale delle Nina’s Drag Queens è un pastiche di citazioni, affettuose parodie, brani cantati in playback, che attinge al repertorio della musica contemporanea e reinventa all’interno di un gioco scenico. Con la stessa allegra ferocia messa in campo da Gay, sotto il segno di un umorismo amaro e politicamente scorretto.
“Dragpennyopera” è un’opera buffa e, insieme, un’opera seria. Un cabaret agrodolce dai tratti mostruosi e scintillanti. Un ritratto a colori della nostra umanità così nera.

NOTE DI REGIA

“Una metropoli indefinita ma inevitabilmente attuale.
Un potere assoluto, corrotto e stolido, che si intreccia all’illegalità e alla malavita.
Un mondo di miserabili dove l’unica bussola è l’interesse personale.

Un mondo popolato di figure femminili estreme nei sentimenti e nei comportamenti, animalesche e inquietanti ma al tempo stesso ironiche: drag queen, insomma.
La drag queen, clown dell’eccesso in bilico tra pop e melò, dai tratti esagerati e smaccatamente finti, è la nostra strada per indagare personaggi al limite come questi. Il bandito Macheath è la presenza-assenza viscerale che anima ogni gesto di queste figure che hanno la voce di Mina e il corpo di un maschio. E queste creature, anfibie e multiformi per loro natura, si muovono in uno spazio scenico precario, in bilico sul piano inclinato di una catastrofe.

La frammentazione dello spazio scenico procede di pari passo con un testo esploso, mescolato a canzoni in playback, coreografie, continui cambi di punto di vista, continui dentro-fuori dall’azione scenica. Nel guardare a ‘The Beggar’s Opera’ non si può prescindere dalla versione di Brecht/Weil. Nel caso delle Nina’s Drag Queens questo ha portato a un approccio ancora più profondo e diretto con il pubblico, a una riflessione sul ruolo del teatro nella società, sulle forme in cui una storia può essere esemplare, etica. Lo ‘straniamento’ della drag queen è dato dal suo essere una maschera postmoderna, e la libertà espressiva di cui gode in quanto maschera alza la posta in gioco, riporta il teatro a ciò che deve essere: il luogo dello scontro. Lo stesso playback è una menzogna assoluta, così assoluta da poter diventare, nel contesto di una drammaturgia che la include, una strana forma di verità.”
Sax Nicosia


Teatro Leonardo
da giovedì a sabato ore 20:30 – domenica ore 16:30
durata: 115 minuti + intervallo
Biglietti: Intero 25€, Intero giornata di debutto 15€, Convenzioni 20€, Ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) 20€, Under30/Over65 15€, Scuole di teatro e Università 15€, Ridotto DVA 12,50, Scuole MTM, Paolo Grassi, Piccolo Teatro 10€
spettacolo in abbonamento: Arcobaleno, Arcobaleno tandem, Arcobaleno over 65, Carta regalo x2, Carta regalo x4, Abbonamento le Vie en Rose

Info e prenotazioni biglietteria@mtmteatro.it/02-86454545

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Date

febbraio 20 (Giovedì) - 23 (Domenica)

Dove

Teatro Leonardo

via Andrea Maria Ampère, 1

Biglietti

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