Caro Teatro ti scrivo

Concediti una pausa pranzo rilassante o un buon caffè
tra le mura del più antico teatro di Milano, nel cuore della città.

Una piazza virtuale per dichiarare la propria posizione in tempo di fase 2 dell’emergenza COVID-19. Un gesto simbolico di testimonianza che vuole coinvolgere tutti i teatri della nostra città in un incontro pubblico, aperto e democratico dove si potrà anticipare una possibile “stagione che verrà”, ma non solo.

Il 15 giugno 2020 è la data annunciata nell’ultimo DPCM della Presidenza del Consiglio dei Ministri che sancisce la possibilità di aprire i nostri teatri. MTM c’è, il nostro pubblico ci aspetta, come aspetta tanti altri teatri come noi, anche se non possiamo ancora aprire, per questo abbiamo deciso di scrivere una “lettera al Teatro”.

 

NON MANCATE DI ESSERCI
PERCHÉ SARÀ UNA LUNGA LETTERA CHE VOGLIAMO SCRIVERE INSIEME

 

Caro Teatro ti scrivo perché

la nostra passione, il nostro lavoro, la nostra paura e la nostra inquietudine, sono anche la nostra forza e la nostra speranza e voglia di riprendere a lavorare per la nostra comunità. Quella stessa comunità che insieme a noi si è chiusa in casa per difendersi da qualcosa che ci ha fatto male e continuerà a farci male, ma non ci farà mai dimenticare te, il Teatro.

 

Caro Teatro ti scrivo che

da ottobre a dicembre 2020 torneremo a proporti di “farti vivo” con gli spettacoli che non abbiamo potuto fare quando eravamo chiusi, quegli spettacoli che non hanno potuto mostrarsi e che tanti aspettavano.

 

Caro Teatro ti scrivo anche che

nei mesi più bui, quando l’unico suono nell’aria era quello delle sirene delle ambulanze che attraversavano le città, abbiamo continuato a pensarti, abbiamo continuato a lavorare, abbiamo continuato a offrirti a quanti ci amano a quelle persone che ci seguono e a quanti non sapevano che esistevi e hanno visto gli spettacoli che abbiamo sui nostri canali digitali. Forse continueremo a farlo, Forse continueremo a parlare di teatro attraverso i nostri piccoli e grandi schermi digitali. Crediamo che non sia giusto smettere ora che nell’emergenza abbiamo fatto quello, anche se sappiamo che tu esisti solo dal vivo, come tutti noi.

 

Caro Teatro ti scrivo poi anche che

da gennaio 2021 forse cambia tutto, forse si torna a fare un vero programma di stagione, quello che costruivamo con tanto impegno, quella nuova stagione tanto desiderata e fatta di un progetto durato oltre un anno, che abbiamo chiamato Decameron, che del Boccaccio e della Firenze del 1300 ha ben poco, ma che invece ha molto della Milano e dell’Italia del 2020.

 

Caro Teatro ti scrivo forse anche perché

abbiamo  tante tante altre cose da dirti, ma vogliamo dirtele piano, giorno per giorno, senza fretta, un passo dopo l’altro, facendo attenzione a non farti male e a non farci male, perché così, tutti insieme, anche con tutto il pubblico che ti ama tanto e al quale sei mancato molto, possiamo ricostruire poco alla volta la Nuova Prossima Utopia nell’anno che verrà, di un teatro che forse sarà diverso, che forse dovrà tenere conto che siamo diventati tutti più fragili e che dobbiamo continuare a fare attenzione a come ci comportiamo, perché non siamo invincibili e non possiamo pensare di programmare sempre tutto.

 

I responsabili artistici di MTM

 

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