Tu non puoi capire

Tu non puoi capire

TU NON PUOI CAPIRE

Lei 1: Tu non puoi capire.
Lei 2: Capisco benissimo.
Lei 1: Ho delle giornate così piene che 24 ore non bastano.
Lei 2: Vuoi provare una delle mie? A volte non ho nemmeno il tempo di fare la pipì.
Lei 1: Poi uno si chiede com’è che sono così nervosa.
Lei 2: In ufficio prima entra il mio stress e dopo un bel pezzo arrivo io.
Lei 1: Pensa che quando rispondo al telefono dico subito “che problema c’è”
Lei 2: Io raddoppio e dico “che problemi ci sono”.
Lei 1: Tanto vanno sempre in coppia.
Lei 2: A proposito, come è andata?
Lei 1: Male, naturalmente.
Lei 2: Come male?
Lei 1: Allora, intanto abbiamo dovuto rimandare per due volte l’appuntamento.
Lei 2: Chi dei due non poteva?
Lei 1: Io, chiaro. Lui non si sa come, può sempre.
Lei 2: Ma poi vi siete visti?
Lei 1: Dico “fissiamo per domani che mi è saltata una riunione”. Lui dice “ok, a pranzo?”
Lei 2: A pranzo???
Lei 1: Infatti siamo già partiti da schifo. Ti sembra che ho il tempo di pranzare. “Allora alle sette e mezza per l’aperitivo”.
Lei 2: Così presto?
Lei 1: Vedi che tu mi capisci? Allora dice “Per cena alle 21”
Lei 2: Impegnativa, la cena.
Lei 1: L’ho pensato anche io.
Lei 2: Poi avere davanti uno che non ti conosce e ti guarda mangiare…strano no?
Lei 1: Infatti gli dico “dopo cena, beviamo qualcosa, però in un posto dove non ci sia casino, non ci sia musica alta perché a quell’ora di sicuro avrò mal di testa, con i tavoli non troppo attaccati se no mi viene l’ansia e il parcheggio dei taxi vicinissimo”. E lui mi fa “scegli tu”.
Lei 2: Il solito che non vuole prendersi responsabilità.
Lei 1: Meglio così, almeno ho deciso io. Arrivo e appena lo vedo… pentimento.
Lei 2: E’ così brutto?
Lei 1: Non lui. Il maglione.
Lei 2: Noooo!
Lei 1: Orrendo. Mélange. Per fortuna faceva caldo e l’ha tolto subito.
Lei 2: La camicia era meglio?
Lei 1: Passabile. Azzurra. Anonima. Ordiniamo. Beviamo. Parliamo.
Lei 2: Parlate?
Lei 1: Sì è uno che parla. Non che dica cose particolarmente interessanti, però almeno non parla di calcio, di cucina, di bambini. Mi ha raccontato del suo viaggio in Turkmenistan.
Lei 2: Dov’è?
Lei 1: Me lo ha spiegato ma francamente non mi ricordo più. A quell’ora io ascolto e non ascolto. Perché comunque si era fatto tardi.
Lei 2: Già finita la serata?
Lei 1: Magari! Lui fa “ ti accompagno a casa”. Gentile, okey, niente da dire. Però un po’ invadente, scusa.
Lei 2: Decisamente invadente.
Lei 1: Però mi sono lasciata trasportare dal mood kindness e quindi saliamo in macchina. E purtroppo la vedo.
Lei 2: Non mi dire! Lei?
Lei 1: Proprio lei: la coperta del cane.
Lei 2: Su quale sedile?
Lei 1: Per fortuna su quello posteriore. Ma cosa ne so se è stata sempre lì? Ho aperto subito il finestrino ma poi ho pensato fosse peggio.
Lei 2: Certo! Con l’aria i peli si propagano.
Lei 1: Ha anche osato dirmi “ se vuoi metti pure dietro la borsa!”
Lei 2: La tua borsa?
Lei 1: La mia! Figurati se la butto in mezzo alle pulci! Poi finalmente siamo partiti
Lei 2: E nel tragitto hai respirato?
Lei 1: Ho cercato di farlo il meno possibile. Ma ascolta il bello deve ancora venire. Arriviamo sotto casa e lui spegne il motore.
Lei 2: Oddio.
Lei 1: Avrei fatto di tutto pur di uscire da quella macchina e così ho commesso un gravissimo errore.
Lei 2: Non dirmi che lo hai invitato a casa.
Lei 1: Sì
Lei 2: Non ci credo!
Lei 1: Aspetta! Arrivati in casa, io corro in cucina con la scusa di preparare una tisana e mi disinfetto le mani con l’Amuchina. Poi mi siedo sul divano, gli do subito la sua tazza fumante ma lui la riappoggia. Io arpiono la mia con forza ma lui riesce a togliermela di mano. Mi fissa sorridendo e…non riesco a dirlo.
Lei 2: No, ti prego, dimmi che non è successo quello che penso?
Lei 1: E invece sì. E’ stato terribile.
Lei 2: Vuoi dire che ha tentato di…
Lei 1: Sìììììì, ha tentato di baciarmi, ti rendi conto???
Lei 2: Dove andremo a finire!
Lei 1: Mi sono messa urlare, era il minimo che potessi fare.
Lei 2: E lui?
Lei 1: Lui non capiva! Non si è reso nemmeno conto che…dai…in fondo era la prima volta che ci vedevamo.
Lei 2: Infatti!
Lei 1: Sono cose che uno non dovrebbe nemmeno spiegare ma insomma, ci vuole almeno un minimo di conoscenza, di intimità. Insomma ci sono una serie di verifiche che vanno fatte. Tipo lo stato delle gengive e delle mucose in genere.
Lei 2: Anche un controllo dall’otorino per vedere come sono messe le prime vie aeree.
Lei 1: E poi cosa ne so io della sua alimentazione? Perché la bocca e collegata dall’esofago direttamente allo stomaco. Capisci che rischiavo di connettermi con la sua cena!
Lei 2: Bisognerebbe inventare una barriera o qualcosa del genere.
Lei 1: Brava! Mi avesse proposto facciamo sesso, passi. Lui si metteva il suo bel preservativo e ognuno restava con le sue secrezioni. Ma un bacio, un bacio no.
Lei 2: Andrebbe fatta una campagna che scoraggiare tutti a baciarsi.
Lei 1: Una campagna indirizzata soprattutto ai giovani che certe cose dovrebbero saperle.
Lei 2: Ma ci sono dietro troppi interessi.
Lei 1: Già. Troppi.

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